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Quanto ci è costata l’austerity? Almeno 5,3 miliardi

Articolo pubblicato su Europa.today.it

“Consolidare i bilanci chiudendo, di fatto, il rubinetto degli investimenti pubblici. La politica di austerità è finita nel mirino del Movimento cinque stelle, che ha presentato al Parlamento europeo un rapporto dell’istituto Eurispes sulle conseguenze del Patto di stabilità sulle casse i Comuni e Regioni. I pentastellati rimproverano all’Europa di aver messo su “assurdi paradigmi economici che la indeboliscono”, afferma l’eurodeputata Laura Agea e che hanno impedito investimenti pubblici di almeno 5,3 miliardi dal 2012 ad oggi.

“Masochista” congelare gli investimenti
La ricerca realizzata dall’Eurispes per il M5s rivela come i vincoli di bilancio, nazionali e comunitari, abbiano congelato le risorse finanziarie che gli enti locali avevano in cassa, “ingessando” la loro capacità di spesa. Tra le raccomandazioni dell’istituto di ricerca si indica quanto il loro sblocco “possa essere strumento di rilancio dell’economia”. “Congelare gli investimenti nei vincoli di bilancio – si legge nelle conclusioni del rapporto – oltre che analiticamente errato, appare come una operazione masochista”. “La crisi che ha travolto l’economia europea nell’ultimo decennio ha dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio che è proprio la macchina europea ad aver bisogno di profonde riforme strutturali”, continuano gli esperti. In sostanza, si ribalta l’accusa spesso rivolta agli Stati membri di non voler ammodernare il proprio impianto normativo per venire incontro alle differenti circostanze. Nel rapporto Eurispes è l’Europa che deve fare le riforme.

Il M5s: grazie a noi inversione di tendenza

“Per anni l’austerità è stata la panacea di un male che andava curato con altri strumenti”, accusa Agea secondo cui “congelare gli investimenti nei vincoli di bilancio” ha “messo in ginocchio il sistema Paese”. Ma ora, rivendica, “grazie al Movimento 5 Stelle al governo nei primi due mesi del 2019 si registra già una inversione di tendenza”, grazie allo “sblocco” di alcuni di questi fondi. Tra i provvedimenti più bersagliati nei discorsi d’apertura della parlamentare europea e del vicepresidente dell’Eurocamera, Fabio Massimo Castaldo, è finito anche il principio costituzionale del pareggio di bilancio, introdotto nel 2012 dal Governo Monti.

L’overshooting
Tra i fenomeni più criticati da tecnici e politici, c’è senza dubbio il cosiddetto “overshooting”. Come spiega il rapporto, si verifica ogniqualvolta l’ente pubblico realizzi un saldo finale in avanzo e quindi lasci in cassa delle risorse a disposizione laddove la contabilità finanziaria potenziata prevede che le risorse accertate stanziate e non impegnate, entro la fine dell’anno amministrativo, confluiscano nell’avanzo. Il rapporto quantifica tali risorse bloccate nell’ordine dei 5,3 miliardi di euro. “I comuni hanno contribuito al conseguimento dell’obiettivo nazionale in misura maggiore di quanto richiesto dalla finanza pubblica”, affermano i Cinque stelle. “Questo però ha frenato la crescita e la spesa per investimenti”, affermano gli eurodeputati pentastellati che intendono “garantire l’utilizzo degli avanzi tra le entrate valide ai fini del saldo”, in modo tale da consentire a comuni e regioni di spendere le risorse. “Questi – sostengono i pentastellati – sono fondi accantonati a causa delle politiche di austerity e che rappresentano un tesoretto che può essere utilizzato nel 2019 per far ripartire l’economia”.

Enti locali liberati da alcuni vincoli
In parte, ricnosce l’Eurispes, l’inversione di tendenza sarebbe già iniziata. “Nei primi due mesi del 2019 – osservano gli esperti – grazie alle recenti misure della Legge di bilancio 2019 che hanno, in parte, liberato gli enti locali da alcuni vincoli fino ad oggi presenti sull’avanzo di amministrazione, si è registrato un +84,9% di spesa effettiva in conto capitale delle Regioni, rispetto allo stesso periodo del 2018 e un +21,8% dei Comuni, con lo sblocco di appalti e investimenti”. Resta da vedere se queste iniezioni di soldi pubblici, faticosamente risparmiati negli ultimi anni, avranno l’effetto benefico che i Cinque stelle si auspicano sull’economia del Paese.

Quel che si può già dire, analizzando i dati pubblicati, è che in Italia “la spesa in investimenti netti è diventata negativa” toccando “il minimo storico degli ultimi 40 anni, con una contrazione pari al 9,1%”. Un problema non da poco per il Movimento che si oppone all’austerità in Europa, ma che ha già dovuto fare i conti con vincoli europei di bilancio e spread in Italia, dovendo rivedere in chiave risparmiatrice la Legge di bilancio dell’anno in corso dopo intense trattative con Bruxelles”.

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